Acetaia Valeri in tavola per Spira Mirabilis!

dal comunicato stampa del Comune di Formigine

La Spira…che emozione!

Debutto di successo per l’Haydn Fest. Film e concerti fino a mercoledì 14 marzo

Spira Mirabilis

Una platea internazionale ha assistito ieri (11 marzo) alla prima del film “La Spira”, girato per buona parte a Formigine. Si tratta di una coproduzione franco-italiana sull’orchestra di giovani talenti Spira mirabilis, impegnata fino a mercoledì 14 marzo presso la polisportiva formiginese con l’Haydn Fest, una rassegna di quattro sinfonie composte da Franz Joseph Haydn (1732 – 1809).
Grande l’emozione dei componenti della Spira mirabilis e dei cittadini di Formigine, che hanno riconosciuto nelle scene persone e luoghi a loro cari. Così ha esordito il produttore, Pierre-Olivier Bardet: “A voi formiginesi, che avete letteralmente nutrito questi musicisti, speriamo di rendere grazie ricambiando, con queste immagini, del buon cuore che avete dimostrato. Il film porterà il nome di Formigine nel mondo, poiché parteciperà a diversi festival del cinema, a partire da quello di Montreal la prossima settimana”. Presenti anche una troupe della britannica BBC, della Rai e diverse personalità del mondo politico come il presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Matteo Richetti, il presidente della commissione cultura dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Beppe Pagani e il consigliere regionale Luciano Vecchi. Prossime proiezioni questa sera (12 marzo) e domani (13 marzo) alle 21.
Al concerto che ha preceduto la proiezione del film erano presenti più di 500 persone. L’esibizione, particolarmente coinvolgente anche per l’utilizzo di strumenti originali, è stata l’occasione nella quale il Sindaco Franco Richeldi ha comunicato ufficialmente il titolo di “Ambasciatori della Cultura europea” attribuito dall’Unione Europea ai musicisti “adottati da Formigine”. A partire da ora la Spira mirabilis sarà impegnata in un tour che toccherà sette diversi paesi d’Europa. Questa sera (12 marzo) alle 19 “Sinfonia n. 80 in Re minore”; martedì 13, alle 19 “Sinfonia n. 92 in Sol maggiore, Oxford”; mercoledì 14, alle 21 “Sinfonia n. 101 in Re maggiore L’orologio”.
Intanto, i musicisti della Spira mirabilis sono impegnati anche con lezioni di educazione alla musica con gli studenti delle scuole medie di Formigine e di Carpi.

NOTA DEL PRODUTTORE
Poche esperienze musicali possono essere così vivide davanti a una telecamera come
quella vissuta durante una sessione degli Spira Mirabilis.
È noto che la musica degli Spira, il loro suono, li colloca tra le migliori orchestre da
camera del momento. Ma ciò che è davvero straordinario è osservarli mentre
suonano: è un’esperienza inedita, capace di emozionare in un modo che nessun altro
concerto, seppur entusiasmante, può eguagliare.
La ricerca di armonia che questa quarantina di giovani musicisti, attivi nelle migliori
orchestre europee, persegue durante tutte le sessioni di prove, si trasforma in una
impressionante performance quando arriva il momento del concerto.
Dopo qualche secondo di concentrazione tutti sono sulla stessa lunghezza d’onda,
silenziosi, percependo nei loro corpi la presenza dei corpi degli altri, del gruppo
attorno a loro. Poi, come mossi da un richiamo silenzioso, un’inspirazione collettiva –
udibile, come quella di un gruppo di sportivi che stanno per tuffarsi in una piscina
olimpionica – percorre come un fremito comunicativo il gruppo, precedendo di
qualche centesimo di secondo il dilagare della musica.
Allora il gruppo è come percorso da un’onda e la musica letteralmente si vede nei
loro corpi tesi, danzanti, talmente vivi..
L’esperienza musicale, normalmente resa visibile dalle mani e dalla bacchetta del
direttore d’orchestra, dai suoi occhi o dalla sua mimica, tra gli Spira penetra in ogni
musicista del gruppo, trasfigurando e rendendo ognuno intensamente espressivo,
come un direttore ispirato.
Suonare senza direttore delle sinfonie di Schubert, Beethoven o Schumann non è
tanto una questione di meccanico sincronismo – partire insieme, non sfalsare.. –
quanto un imperativo etico ed estetico che il gruppo impone a se stesso e dunque a
ogni suo membro: incorporare la musica, nel vero senso del termine, attraverso le
lunghe ore di prove, per vivere fisicamente insieme, creando i tempi
dell’interpretazione di un’opera, un’armonia visibile.
Gli Spira iniziano le loro sessioni di prova sempre cantando l’opera, cioè attraverso
una vera e propria cerimonia di incorporazione orale della musica.
Qualcosa di straordinario viene donato all’opera ed è facile capirlo dai volti illuminati
dei musicisti: la gioia visibile, il piacere enorme di suonare insieme – dando a questa
espressione una forza inedita. È per questo che il mistero di Spira è appassionante e
fare un film sul loro lavoro acquista senso: lo scarto tra la routine, spesso eccellente,
delle grandi orchestre del circuito e dell’esperienza degli Spira, questo scarto è
talmente visibile che non possiamo non interrogarci. Il desiderio di musica che nutre
l’avventura di Spira, questa volontà di suonare in quaranta come si suona in due o
quattro, avrà la forza, il potere di rendere l’orchestra un corpo mistico dal quale la
musica scaturisca come trascesa?
Durante le prove gli Spira si dispongono in cerchio attorno a un posto vuoto. Al di là
dell’impatto visivo di questa disposizione, ciò che i quaranta musicisti fanno
sedendosi a spirale è invitare la musica a riempire quello spazio vuoto centrale.
Allo stesso modo durante i concerti, lasciando libero il posto tradizionalmente
occupato dal direttore, gli Spira Mirabilis offrono a noi spettatori la possibilità di
essere testimoni della costruzione che ha portato a quella musica. Per chi vuole
vedere, l’effetto è affascinante.
Infine, come se privarsi del direttore non fosse sufficiente perché ognuno ritrovi con
la musica un rapporto organico, gli Spira talvolta suonano senza spartito o senza luce
– nel buio assoluto! – o sedendosi tra il pubblico.
L’esito è garantito, perché la musica, lei, è sempre presente.

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